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SQL Server
L'utilizzo delle Policy in SQL Server 2008 PDF Stampa E-mail
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Ho realizzato un breve video-tutorial che spiega come utilizzare le Policy per l'amministrazione di SQL Server 2008.
Le Policy sono una nuova funzionalità che è stata introdotta in SQL Server 2008.
Nel video vedremo come creare una semplicissima policy che controlli il nome delle Stored Procedures che vengono create. Nel nostro esempio, se il nome della Stored Procedure non ha il prefisso "stp_" il sistema dà un messaggio d'errore e annulla la creazione della Stored Procedure. In caso contrario invece la Stored Procedure viene creata.



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Ebook gratis su SQL Server 2008 PDF Stampa E-mail
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SQL Server 2008Da qualche tempo Microsoft ha reso disponibile in download gratuito un interessantissimo eBook (PDF) su SQL Server 2008, "Introducing Microsoft SQL Server 2008", di Peter DeBetta, Greg Low, and Mark Whitehorn.

Il manuale è dedicato alle principali novità di SQL Server 2008, e si rivolge quindi a coloro che già utilizzano SQL Server 2005 o 2000. E' di lettura molto piacevole e scorrevole, ideale se volete avere una panoramica delle nuove features. Da qualche tempo oramai sto utilizzando SQL server 2008 (ad Ottobre 2008 ho passato l'esame di Certificazione in Beta) e questo PDF si è rivelato davvero molto utile.

Lo potete scaricare (previa registrazione) da qui.



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Funzioni scalari in SQL Server PDF Stampa E-mail
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SQL Server supporta diverse tipologie di funzioni, chiamate anche UDF (User Defined Functions). La più "semplice" delle funzioni di SQL Server è la funzione scalare. Ma che cosa significa "funzione scalare"?

Detto in parole povere, una funzione scalare è una funzione che restituisce sempre un singolo valore scalare. Quindi, comunque la scriviamo, ci restituirà sempre un solo valore.
La funzione scalare può restituire qualsiasi tipo dato supportato da SQL Server (tranne BLOB,  timestamp, cursor e table.)

Vediamo nel dettaglio come scrivere una funzione scalare con un semplice esempio...



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Trigger DDL in SQL Server 2005 PDF Stampa E-mail

SQL Server 2000 utilizzava i trigger. Un trigger è una particolare forma di Stored Procedure che viene attivata in automatico quando si verifica una operazione di INSERT, UPDATE o DELETE su una tabella. Il trigger risponde all'azione, dopo che l'azione è stata eseguita, ed è in grado di eseguire qualsiasi azione (supportata dal linguaggio Transact-SQL) e anche di fare un ROLLBACK della transazione che lo ha scatenato.

I trigger fino a SQL Server 2000 erano quindi essenzialmente legati a istruzioni di tipo DML (Data Manipulation Language)

SQL Server 2005 introduce i Trigger DDL. Un Trigger DDL è un trigger in grado di rispondere ad azioni di tipo Data Definition Language, cioè di scatenarsi quando si verificano delle operazioni di CREATE, ALTER o DROP. In parole povere, è possibile scatenare una operazione quando viene creato, modificato o eliminato un "oggetto" nel Database (Tabelle, Viste, Strored Procedures etc.)

Il Trigger DDL espone tutti i dati relativi all'evento scatenante per mezzo di una funzione, chiamata eventdata() che contiene, sotto forma di XML, tutti i dettagli dell'evento. La funzione eventdata() fornisce un risultato tipo questo:

<EVENT_INSTANCE>
<EventType>CREATE_TABLE</EventType>
<PostTime>2007-07-25T21:44:27.267</PostTime>
<SPID>52</SPID>
<ServerName>MyServer</ServerName>
<LoginName>MyServer\User01</LoginName>
<UserName>dbo</UserName>
<DatabaseName>HotelList</DatabaseName>
<SchemaName>dbo</SchemaName>
<ObjectName>Hotels</ObjectName>
<ObjectType>TABLE</ObjectType>
<TSQLCommand>
<SetOptions ANSI_NULLS="ON" ANSI_NULL_DEFAULT="ON" ANSI_PADDING="ON" QUOTED_IDENTIFIER="ON" ENCRYPTED="FALSE"/>
<CommandText>create table Hotels(name varchar(50),
address varchar(30), stars int)</CommandText>
</TSQLCommad>
</EVENT_INSTANCE>

 

Questo frammento contiene tutto ciò che possiamo voler sapere sull'evento: EventType è il tipo di evento che ha fatto partire il Trigger, PostTime la data e l'ora dell'evento, ServerName il Server, LoginName la Login del nostro utente, TSQLCommand contiene i dettagli del comando che è stato eseguito etc.

E' quindi sufficiente fare un parsing del frammento XML restituito dalla eventdata() per poter estrarre le informazioni necessarie. In questo caso ci viene in aiuto la funzione value che è possibile usare su variabili XML in SQL Server 2005, come nell'esempio seguente (clicca per ingrandire):

 

Trigger DDL

 

 

 



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